Venduto dominio a 1,7 milioni di dollari

Settantenne vende dominio corp.com a 1,7 milioni di dollari

L’estensione .com è la più venduta al mondo e la parola “corp” è sicuramente ambita, ma l'importo esorbitante di 1,7 milioni di dollari desta clamore nel mercato dei domini. Questo è il prezzo che Microsoft Corp ha pagato per il dominio corp.com. I domini possono fruttare parecchio, ma una simile cifra non dipende solo da una parola azzeccata, l’abbreviazione di “corporation”. Dipende anche da un antico problema di sicurezza del software di Microsoft Corporation.

La notizia

Vi piacerebbe guadagnare 1,7 milioni di dollari? Il fortunato che ha venduto questo dominio eccezionale, il settantenne Mike O'Connor, lo possedeva da ben 26 anni. Non tutti avrebbero saputo aspettare tanto. Ha avuto l’occhio lungo, poiché fin dal 1994 aveva già comprato domini eccezionali come cafes.com, bar.com, television.com, e altri. Sebbene ne avesse venduti alcuni, finora aveva tenuto per sé il più succulento: corp.com.

Il problema di sicurezza

Qual è questo "problema di sicurezza" che l’acquisto del dominio corp.com risolve? Il nome tecnico è "Collisione dello Spazio di Nomi" (Namespace Collision), e riguarda la coincidenza di una risorsa chiamata “corp” con il nome del dominio in questione.

Infatti le vecchie versioni di Windows Server che usano Active Directory per archiviare in modo gli oggetti sulla rete (ad esempio server, hard disk, account, ecc.), hanno proprio il nome “corp” come risorsa di default. Un nome che dovrebbe essere solo interno al network aziendale diventa uguale e quello di una risorsa pubblica sulla rete Web mondiale.

Dominio corp.com causa errori software

La situazione fino ad ora

La conseguenza è che il server cercherà di collegarsi al dominio corp.com e inviargli numerosi dati riservati. Senza che il proprietario di questo dominio abbia fatto alcuno sforzo per ottenere i delicati dati. In poche parole, Mike O'Connor ha intercettato passivamente numerose password, indirizzi email e altre informazioni sensibili di società di ogni parte del globo. Quando ha messo questo dominio all’asta, egli aveva anche dichiarato il suo timore che finisse nelle mani di criminali informatici, invece che in quelle della Microsoft. I quali avrebbero potuto rivendere i dati nel Dark Web o usarli in prima persona.

A tale errore informatico si accompagna il fatto che numerose aziende hanno continuato fino a oggi ad inviare i propri dati sensibili a corp.com. Quindi l’acquisto da parte della Microsoft ha messo fine ad una situazione non solo incresciosa, ma anche molto pericolosa. I soldi, in questo caso, sono stati ben spesi.

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